Da Osama ad Abu Omar
Anche l’Italia ha tutto il diritto di sentirsi soddisfatta per la fine dell’attività terroristica di Osama bin Laden. Lo sforzo bellico per liberare l’Afghanistan dai talebani che proteggevano Bin Laden è stato deciso e portato avanti da governi di diverso orientamento, e quando quelli di centrosinistra sono stati in difficoltà per le divisioni interne alla loro maggioranza, l’opposizione è sempre venuta in soccorso. Oltre alla partecipazione alla riconquista di Kabul, l’Italia ha partecipato attivamente ed efficacemente alla guerra segreta dei servizi internazionali per tagliare i tentacoli ramificati di al Qaida.
19 AGO 20

Anche l’Italia ha tutto il diritto di sentirsi soddisfatta per la fine dell’attività terroristica di Osama bin Laden. Lo sforzo bellico per liberare l’Afghanistan dai talebani che proteggevano Bin Laden è stato deciso e portato avanti da governi di diverso orientamento, e quando quelli di centrosinistra sono stati in difficoltà per le divisioni interne alla loro maggioranza, l’opposizione è sempre venuta in soccorso. Oltre alla partecipazione, costata anche sangue italiano, alla riconquista di Kabul e alla difficile costruzione (sarebbe del tutto infondato parlare in questo caso di ricostruzione) di un minimo di strutture civili in Afghanistan, l’Italia ha partecipato attivamente ed efficacemente (nonostante qualche pesante interferenza giudiziaria) alla guerra segreta dei servizi internazionali per tagliare i tentacoli ramificati di al Qaida. E in questo senso è stata anche esemplare l’inflessibilità dimostrata dai governi sia di centrodestra sia di centrosinistra sulla protezione del segreto di stato nel caso Abu Omar.
Naturalmente non tutti gli sforzi hanno ottenuto successi, come d’altronde è accaduto anche agli alleati, americani compresi, ma è fuori di dubbio che l’Italia ha fatto e fa il suo mestiere. Anche le oggi tanto contestate relazioni speciali con il regime libico furono stabilite, prima dai governi di centrosinistra e poi da quelli di centrodestra, alla condizione preliminare di un abbandono di ogni velleità terroristica da parte di Tripoli, che si presentava anzi come un presidio arabo contro le ingerenze della rete del terrore in Africa, non senza qualche argomento reale.
Naturalmente non tutti gli sforzi hanno ottenuto successi, come d’altronde è accaduto anche agli alleati, americani compresi, ma è fuori di dubbio che l’Italia ha fatto e fa il suo mestiere. Anche le oggi tanto contestate relazioni speciali con il regime libico furono stabilite, prima dai governi di centrosinistra e poi da quelli di centrodestra, alla condizione preliminare di un abbandono di ogni velleità terroristica da parte di Tripoli, che si presentava anzi come un presidio arabo contro le ingerenze della rete del terrore in Africa, non senza qualche argomento reale.